Virobori, alla forza con la forza. Non è solo una parola con una declinazione che, quando eravamo al liceo, ci faceva diventare pazzi per la sua irregolarità. E’ un progetto che ha un obiettivo specifico e importante: sconfiggere il cancro attraverso una cura innovativa, il Virobori appunto. Un virus che deve solo ed esclusivamente colpire e uccidere le cellule tumorali, eliminando gli effetti collaterali (come la perdita dei capelli e i vari problemi al fegato) che la chemio e radioterapia provocano. Secondo degl
i studi fatti ciò è possibile: come afferma il presidente della POIEO, Gianrico Cappai, “si possono imbrogliare le cellule tumorali, facendo credere loro che ciò che è stato iniettato nel corpo del malato è ciò di cui esse si nutrono” affinché loro lo “ mangino” e quindi possano essere sconfitte. Una sorta di cavallo di Troia insomma. Virobori è però solo una costola di un qualcosa più grande, la fondazione POIEO.
Dott. Cappai, quale è il progetto della fondazione “Poieo”?
“è un associazione che ha come spinta principale l’intento di rendersi utile verso le necessità della società, nel senso più largo possibile. Il progetto “virobori” è uno dei principali, sia per importanza a livello medico – scientifico sia per il tempo che gli dedichiamo. Ciò si scontra col pragmatismo e con le scarse risorse finanziare, dal momento che la nostra fondazione è ONLUS.”
Nasce prima “virobori” o la “poieo”?
“su virobori noi abbiamo costruito un…
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