Teatro Alfieri. Il caso Moro a Cagliari

aldo moro

Mancano oramai pochi mesi al trentennale di una delle pagine più buie della recente storia del nostro paese.

30 anni da quando nel 1978 dopo un sanguinoso rapimento fu imprigionato e poi dopo 55 lunghissimi giorni giustiziato il presidente della DC Aldo Moro.

Mai forse tempistica sarebbe potuta esser più appropriata dunque per una accurata rappresentazione teatrale di quelle settimane che segnarono in maniera indelebile il sentimento collettivo della nazione italiana.

Scritta da Corrado Augias e interpretata in maniera lucida da Paolo Bonacelli e Lorenzo Amato “Aldo Moro”, in questi giorni al Teatro Alfieri di Cagliari, rappresenta un asciutta raffigurazione di quei terribili giorni; tratto distintivo dell’opera è la sua scarsa vena prettamente teatrale a privilegio di una più marcata connotazione…

…documentaristica che di fatto lascia al pubblico il sempre irrisolto e angoscioso dubbio di quale sarebbe dovuta esser la via da seguire in quei giorni: la linea della fermezza che prescindeva da ogni possibile trattativa con le BR oppure la linea della trattativa che ponesse la vita di Aldo Moro ad un livello più alto di quello della ragion di stato, dallo stesso Moro posta in dubbio dinanzi all’uccisione di fatto autorizzata dalle massime cariche dello stato stesso di uno dei suoi più illustri rappresentanti.

Tanti interrogativi che integrati con notizie dell’epoca, svolte nelle indagini, misteri irrisolti, appelli del Papa e velenose affermazioni di Sciascia dinanzi all’intransigenza dei politici si mescolano abilmente con la tragica vicenda personale di un uomo, di un marito, di un padre che conscio del proprio destino non rinuncia ad esprimere tutto il suo sgomento e la propria rabbia per un finale che non poteva o forse si voleva cambiare.

Una rappresentazione valida, minimale nella sua essenza ma fortissima nei propri connotati che mantiene sempre attuale uno dei più grandi misteri della storia della repubblica italiana.

Non si prende una posizione netta, proprio e questo è il pregio dell’opera, lasciando allo spettatore il giudizio su quanto avvenne lungo quei drammatici 55 giorni che cambiarono per sempre l’Italia.

:: Diego Deidda | scrivi all’autore

4 Risposte a “Teatro Alfieri. Il caso Moro a Cagliari”


  1. 1 albe 3 Dicembre 2007 alle 11:01 am

    mettete on line il 2 numero su carta in pdf??

  2. 2 sonolaico 3 Dicembre 2007 alle 11:34 am

    Sarei voluto andar a vederlo, ma purtroppo l’economia di uno studente a volte fa rinunciare agli eventi.
    Comunque, ho grande stima di Augias e come attore e come sceneggiatore. E’ vero, a quanto ho letto nei giornali, che l’opera ha avuto un taglio documentaristico più che teatrale, e probabilmente questo non è di per sè un difetto. Quanto alla linea da seguire in quei fatti, io ad oggi continuo a pensare che la “fermezza”, per quanto dura di fronte al dramma di un uomo (penso al film “Buongiorno, notte”), sia stata quella più giusta. Il fatto è che è un episodio pesante, di grandissima rivelanza.
    E di fronte alle cose futili di cui spesso s’occupa il mondo dello spettacolo, ben vengano opere così serie e profonde sui drammi della nostra storia.
    Un cordiale saluto,
    matteo

  3. 3 Riccardo 4 Dicembre 2007 alle 12:35 pm

    x albe

    prestissimo verrà inserito il Pdf del secondo numero!

  4. 4 fabrizio piludu 19 Agosto 2009 alle 1:04 am

    In questa foto, Aldo Moro appare molto provato. E i carcerieri – tra cui UNA CARCERIERA! – sono ancora tutti vivi, meno uno – quel Germano Maccari, autore della raffica mortale.


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