Daniele Luttazzi torna in Tv dopo l’Editto Bulgaro, ma bastano 5 puntate del suo nuovo Programma satirico, Decameron, per ritornare nel club dei “epurati”.
PREMESSA: Il fatto che è accaduto ripropone il binomio di libertà e responsabilità mai tanto definito ma utilizzato spesso per porre limiti alla satira. Come è sempre successo, e il fatto berlusconiano di Biagi, Santoro e Luttazzi ne è un esempio chiaro, il potere ha sempre cercato di un controllo seppur mediato dell’informazione e della satira, alla quale è strettamente legata. La stessa accusa che a suo tempo fece Berlusconi al trio citato, di aver fatto un uso…
…criminoso della Tv pubblica, è sicuramente paradossale poichè se ci fosse un reato basterebbero le leggi vigenti per sanzionare un ipotetica violazione.
Venendo al caso sotto accusa, Luttazzi avrebbe offeso Giuliano Ferrara (coconduttore di Otto e mezzo a La7) e nello stesso tempo La7, cioè l’emittente televisiva che ha come dipendente lo stesso Ferrara, dal quale non c’è stato nessun interessamento diretto alla faccenda. Bisogna precisare che il testo di seguito citato fa parte di un vecchio spettacolo di Luttazzi, “Come uccidere causando inutili sofferenze”, del 2006. Un’altro dato: la sospensione del programma arriva solo dopo la replica del giovedì.
PEZZO INCRIMINATO: “Voglio raccontarvi una storia: l’altro giorno incontro una ragazza che mi fa… «Daniele dopo 4 anni guerra in Iraq, 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere?». Io ho un mio sistema: pensa a Giuliano Ferrara dentro una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta, va già meglio no?”
UNA STORIA CHE SI RIPETE: Effettivamente se c’è stata un offesa personale a qualcuno, e quel qualcuno che ha la facoltà di citare in giudizio chicchesia. Da parte di La7 c’è stato un maldestro tentativo di far passare Giuliano Ferrara come la bandiera della stessa emittente, difendendolo in una maniera altrettanto maldestra per gli effetti che ci sono stati sul programma satirico, visti i precedenti che riguardavano il comico. E inoltre il comportamento è stato autolesionista, in quanto ha fatto cadere quella credibilità che c’era in termini di libertà di informazione e di satira. Lo stesso luttazzi è stato preso in “squadra” concedenogli carta bianca, ma evidentemente quella carta non era poi così bianca, c’era qualche limite che non doveva sfiorare.
La battuta in questione è decisamente forte ed “esplicita”, ma va inserita nel contesto giusto. Non può essere considerata un offesa personale perchè è legata strettamente alla figura di Berlusconi “a favore della guerra in Iraq” e Berlusconi “pacifista”. Se per un credente è blasfemo veder violata la propria sfera del sacro, lo è senza dubbio per un vero “pacifista” che non ci sta alla doppia figura di Berlusconi. Le persone citate (Ferrara, Berlusconi, Dell’Utri, Previti e Santanchè) sono tutti sommariamente “personaggi” favorevoli alla Guerra in Iraq e alla “missione di pace in Iraq”, per usare un eufemismo. Questo non è un modo di giustificare le cose dette o prendere le difese di Luttazzi, era solo per dimostrare che la satira ha una logica, ma non tutta sua, essa non è offesa indiscriminata, logica della satira che spesso è labile ma non per questo assente.
La Satira secondo Lui:





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