Cagliari: la strada è segnata

Ultimo in classifica, peggior difesa e uno dei peggiori attacchi del campionato, senza vittorie da quasi 3 mesi, logorato dal caso Foggia-Marchini.

La situazione del Cagliari è sportivamente parlando drammatica.
Dopo un illusorio inizio spumeggiante di stagione sono emersi i veri valori (lo avevamo detto sul blog in tempi non sospetti) tecnici e mentali di una squadra fragile, troppo giovane ed inesperta, priva di giocatori carismatici e tecnicamente…

…di fatto inferiore alla quasi totalità delle contendenti alla salvezza.
Torino, Genoa, Siena hanno delle rose nettamente superiori alla nostra e formazioni come Empoli e Reggina suppliscono alle loro limitazioni tecniche con l’agonismo e il sostegno del pubblico.

Due elementi ulteriori che mancano al Cagliari attuale, totalmente sciatto, quasi rassegnato al destino della retrocessione.
Si perché la partite di Empoli è stata qualcosa di terrificante agli occhi di uno spettatore, e se anche Lopez e Conti (gli unici fin qui a salvarsi) non ne azzeccano una, c è davvero da preoccuparsi.

Le colpe sono di tutti: di Gianpaolo che ha al gestito malissimo il caso Foggia-Marchini;
di Salerno il cui fiuto di mercato ha portato sull’isola Shala, Magliocchetti e l’improponibile Marruocco (di cui se andate a guardare sul sito del Cagliari la carriera scoprirete che non giocava una partita da 4 anni!!!!) ma soprattutto del presidente.

Cose incredibili per una squadra di serie A che rinnova il contratto sino al 2010 al proprio allenatore e che qualche settimana dopo lo caccia dopo una partita che nemmeno si è giocata (chissà magari sarà stato il solito sogno premonitore di Cellino); non c è da illudersi questa volta Sonetti non potrà fare miracoli e forse non è nemmeno giusto che una società così mal gestita, senza un minimo di programmazione, serietà e coordinazione nei quadri dirigenziali ( il Ds viene cambiato ogni 6-8 mesi), partecipi al campionato della massima serie.

Esempi come quelli dell’Atalanta, Empoli e Udinese servono a capire come si gestisce una piccola società. Puntare sui giovani, pazienza e serenità nella gestione, limitazione dei continuo impulsi volti all’esonero nel tecnico, programma pluriennale con un allenatore.
In tal modo le squadre sopra citate sono andate o al termine dell’attuale stagione accederanno alla coppe europee, i rossoblu invece precipiteranno nella serie cadetta.

Salvo miracoli o rifondazioni complete della squadra questo è il nostro destino, nella speranza che prima o poi una persona razionale e seria nella gestione di una squadra di calcio succeda a questo presidente padre-padrone dagli impulsi incomprensibili e dai comportamenti da stregone.
Vergogna!

:: Diego Deidda | scrivi all’autore

6 Risposte a “Cagliari: la strada è segnata”


  1. 1 eta magra tuo 12 Dicembre 2007 alle 3:14 pm

    parlate dell’unilever…sarebbe interessante

  2. 2 la N non va d'accordo con la P e la B 12 Dicembre 2007 alle 11:01 pm

    giaMpaolo!!!

  3. 3 mattew 13 Dicembre 2007 alle 9:52 am

    Ieri ero allo stadio, e nonostante la partita fosse penosa (allo spettacolo in Coppa Italia i giocatori non pensano) e pur essendoci tante riserve in campo, ho visto un po’ di voglia di fare.
    I cori dei tifosi a volte sono stati anche ingenerosi verso questi ragazzi (penso alla buona prova di alcuni, fra cui Pisano), e alla fine una vittoria è arrivata. Credo possa essere di buon auspicio, ma la salvezza non può comunque prescindere da un paio di inneesti a gennaio, fondamentali per cambiare volto e determinazione alla squadra.

    Speriamo bene, ma ho l’impressione che la città debba stringersi di più attorno alla squadra. Non oso immaginare il dramma (sportivo e “patriottico”) di una regione come la nostra senza una squadra di A.

  4. 4 diego 14 Dicembre 2007 alle 9:51 am

    domenica nel big match contro l’inter avremo la riprova se i segnali lanciati in Coppa Italia siano stati ben’auguranti o meno…

    o come l’impressione che che non ci sarà il pienone allo stadio e che se una squadra segnerà il boato maggiore sarà per esultare a un gol dell’Inter, mi auguro che ciò non accada!!!

    forza casteddu!!

  5. 5 mattew 14 Dicembre 2007 alle 10:01 am

    Il “boato” maggiore, cioè più o meno quello che accade ogni volta che la Juventus scende al Sant’Elia. Credo però sia in parte un problema di costi: nella maggior parte dei casi, solo per un nerazzurro (o bianconero) fino al midollo (che ha l’occasione solo una volta all’anno quindi di vedere la sua squadra del cuore) “vale la pena” di spendere 25-35 euro per la curva..E’ come il teatro: se non si abbassano i prezzi, non ci si lamenti che la gente ci va sempre di meno.

    Dal punto di vista tecnico, l’Inter fa paura (nel primo tempo il Toro aveva dato tutto, e poi vedi com’è finita) ma servono per lo meno dei segnali, un po’ di “palle” da parte dei rossoblu.

  6. 6 diego 14 Dicembre 2007 alle 10:30 am

    si xke se giochiamo come a Empoli ce ne fanno 9 o 10!!!!!!


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