Open source: spunti per una democrazia digitale

Claudio Cugusi

(nella foto: Claudio Cugusi – foto di Roberto Concas)
La Vetreria di Pirri (Cagliari) ha ospitato, mercoledì 19 dicembre, l’incontro pubblico “Open source: spunti per una democrazia digitale“, dedicato al tema del software libero in molte delle sue sfaccettature, dall’impiego nelle pubbliche amministrazioni ai suoi risvolti nella valorizzazione della lingua e cultura sarda.

I convenuti, in cui si sono segnalati sia addetti ai lavori che semplici curiosi, hanno partecipato ad un dibattito aperto al pubblico: non solo i relatori annunciati hanno detto la loro, e l’aspetto informale della location ha senz’altro aiutato in questa direzione.

Per i profani del genere, l’Open source (nella definizione che ne dà Wikipedia) è “un software rilasciato con un tipo di licenza per la quale il codice sorgente è lasciato alla disponibilità di eventuali sviluppatori, in modo che con la collaborazione (in genere libera e spontanea) il prodotto finale possa raggiungere una…

…complessità maggiore di quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di programmazione”. Traducendo, è un programma aperto, che lascia sempre la possibilità ai fruitori-programmatori di modificarlo e migliorarlo, ed evita che il sapere e le sue funzionalità siano schiacciati da vincoli di proprietà e licenze. La profonda ignoranza, o mancanza di informazione (perchè come ricordato alla Vetreria, il marketing è in mano alle case produttrici dei programmi tradizionali), non ha ancora permesso una diffusione capillare del Software libero, e proprio in questo contesto s’è inserito il dibattito, che verteva appunto sulla “democrazia digitale”.

Giovanni Battista Gallus, ex candidato sindaco e attuale consigliere di minoranza al comune di Selargius (Cagliari), ha moderato l’incontro, forte anche della propria esperienza personale, dato ha portato avanti le norme che il consiglio comunale selargino ha approvato, riguardo l’incentivazione dell’utilizzo di programmi a codice sorgente aperto nella Pubblica amministrazione (norme segnalate anche dal notiziario www.punto-informatico.it).
Fra gli altri, sono intervenuti Francesco Micozzi (del Circolo dei giuristi telematici), il cui intervento è servito anche da presentazione, partendo in una sintesi dall’ABC e dalla storia dell’Open source, della tematica, Sandro Usai, Massimo Cireddu (Progetto Sardfox), Mauro Murgioni, esperto di Icti, il consigliere comunale di Cagliari Claudio Cugusi (PRC-Sinistra europea) e altri. Dal tono e dal contenuto delle argomentazioni e degli interventi, in particolare è emersa la necessità di una vera campagna di informazione sul tema, e della ricerca di un punto di incontro fra esperti (avvocati, informatici, ingegneri e via discorrendo), amministratori e cittadini. Claudio Cugusi, ad esempio, nel suo intervento s’è detto “molto soddisfatto già del fatto che, per la prima volta a Cagliari, un incontro così è avvenuto. Questo deve essere un punto di partenza, per la costruzione di quella democrazia digitale che è il titolo di questa iniziativa“. I convenuti, inoltre, si sono trovati concordi sulla possibilità di approfondire il dialogo della serata in altri incontri e scambi di idee, nelle varie maniere che il mondo e il web attuale forniscono. Di particolare interesse, inoltre, è stata la presentazione del progetto Sardfox, un tentativo di coniugare la cultura sarda con l’informatica, la programmazione e il software libero. Ci si augura, insomma, che questo importante tema acquisti più visibilità, e che davvero tutti i soggetti coinvolti, dai cittadini agli studiosi, uniscano gli sforzi per approfondire il tema e le potenzialità dell’Open Source in tutte le sue accezioni.

Matteo Portoghese

3 Risposte a “Open source: spunti per una democrazia digitale”


  1. 1 Flavia 27 Dicembre 2007 alle 10:37 am

    …una donna che sia una non l’avete trovata?
    So per certo che in Sardegna ce ne sono molte e brave nel settore!
    Peccato… sarà per la prossima vero?
    :-)

  2. 2 risponde l'autore - matteo 28 Dicembre 2007 alle 12:49 pm

    Ce ne sono senz’altro, ma dovresti girare questa domanda ai relatori e gli addetti ai lavori coinvolti nell’incontro. Io ero un semplice curioso, spinto forse dal “fiuto” giornalistico (scherzo) di quei discorsi. Credo che, come dici tu, ci siano tante donne esperte nel settore (e infatti tante donne ascoltavano e intervenivano nell’incontro), e che quindi una questione di genere sia meno urgente, almeno in quel campo, rispetto ad altri settori.

  3. 3 la N non va d'accordo con la P e la B 11 Gennaio 2008 alle 2:14 pm

    no ma fatevi un po di ferie eh…vabbe che a cagliari ultimamente non ne stanno succedendo di cose….no ma bah…


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