Cagliari, notte di ordinaria follia

Nel nostro paese c’è una fetta della popolazione che senza nessuna ideologia, nessun fine politico, sociale o di qual tipo profitta di qualsiasi occasione di ambiguità o di protesta per scatenare i propri istinti più repressi.

Ciò è avvenuto di recente a cagliari le notti mondiali del 2006, quando piazza Yenne da luogo di festa divenne il palco dei più violenti per dar sfogo alle proprie voglie, è successo in tutta Itala ed in particolare a Roma dopo l’uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri, è successo nuovamente ieri notte nel capoluogo isolano.

Difatti da alcuni giorni era in atto un’organizzazione capillare nella cittadinanza al fine di svolgere una protesta colorita ma pacifica nella notte di venerdì dinanzi alla casa del governatore dell’isola.

Sin qui nulla di strano, la scelta di Soru è molto discutibile, e le proteste, anche vibranti, sono comprensibili e legittime .

Ma venerdì notte come già avvenuto in precedenza, per il branco, quel manipolo di soggetti che fa della violenza, dello scontro con istituzioni e forze dell’ordine il proprio credo, l’ occasione era troppo allettante, assediare la casa del governatore.

Puntualmente è stato uno spettacolo…

…vergognoso: sassi, bottiglie, agguati, strade bloccate, cassonetti dati alle fiamme, bombe carta lanciate contro le inermi (e forse troppo poco numerose) camionette degli agenti; alla fine il bilancio è pesante, 12 o più feriti (ma nelle ore in cui sono stato in prima fila posso tranquillamente riferirvi da almeno 3 pestaggi a sangue condotti da quasi una decina di persone contro singoli soggetti) e 7 arresti.

Frange dell’estremismo politico di destra, ultras della curva nord e altri soggetti legati dalla comune cultura dell’odio e della violenza gratuita sono stati i protagonisti, forse pesava ulteriormente che la spazzatura venisse da Napoli, città odiata visceralmente da buona parte di questi individui., di questi inenarrabili atti.

Ma pestare persone, come appunto già detto, con il solo sospetto che fossero agenti in borghese in mezzo ai manifestanti è un qualcosa di inaudito che fa inorridire e suscita rabbia e disprezzo.

Questo perché è sempre più diffuso un malessere sociale che spinge una pluralità di soggetti a estrinsecare la propria rabbia nella violenza collettiva, quella del branco (e vi assicuro che sentendo molte persone parlare di animali si trattava), e questo è bene sottolinearlo, a cui non gliene frega niente proprio un bel nulla dei rifiuti, dei ri-gassificatori, della raccolta differenziata -come invece era per la maggior parte dei pacifici contestatori- e di qualsiasi forma di protesta civile.

Sarebbe troppo facile in questo momento di shock per la città mirare su misure unicamente repressive, mi chiedo invece, allargando un minimo il discorso, se non siano da individuare responsabilità anche tra chi, membro dell’opposizione, con cariche politiche ed istituzionali, anche a livello nazionale, ha colto del tutto strumentalmente la palla al balzo per fare dalla vicenda l’occasione ideale per il proprio torna conto politico, ed istigando con i propri comportamenti altrettanto eversivi la violenza di questi pseudo-uomini.

Il dibattito è aperto.

:: Leonardo di Paese | scrivi all’autore

2 Risposte a “Cagliari, notte di ordinaria follia”


  1. 1 mattew 17 Gennaio 2008 alle 11:47 am

    Proprio nella perdita delle ideologie possiamo ricavare uno dei motivi di questa nostra crisi italiana. E questo problema, per esempio, lo vive la generazione (cui appartengo io stesso) dei ventenni, che riflettono una generale e preoccupante mancanza di cura per (non solo la politica) il bene pubblico. Dove (prendendo la frase da un film che ho visto di recente) “il sogno americano è solo una casa grande”. Come meravigliarsi, quindi, di questi fatti incresciosi se la gente (in fondo, nelle voci di paese, nelle chiacchere da ascensore) dice “in fondo Soru se l’è cercata”.
    In realtà, a mio modesto modo di vedere, quello che desta più scandalo (oltre alla violenza inaudita, cosa che è sempre e solo da deprecare) è la location sempre della protesta: se vuoi manifestare (cosa legittima, quante se ne sono fatte di manifestazioni!) fai un sit-in sotto il Consiglio regionale, sotto il “palazzo” che decide, non certo davanti all’abitazione privata. In questo, ma forse sono io che vedo in tutto un segno politico, io vedo una conseguenza dell’”ideologia” del maggioritario: la “persona” più che il partito, l’ideologia, le idee e i valori sono colpiti.

    Loro manifestavano proprio là perchè là c’era SORU, colpito in quanto persona e non per manifestazione di dissenso direttamente politica. Così, torniamo a bomba alla perdita di vita delle ideologie, a quelli che una dozzina d’anni fa la definivano un toccasana per la democrazia, cosa che invece oggi si sta rivelando il peggior problema della nostra vita civile e repubblicana.

    Mi scuso per il commento lungo, un saluto

  2. 2 sara 20 Gennaio 2008 alle 9:47 pm

    scrivete un po sul vday numero 2? volevo sapere che ne pensate dell’intervista on concessa da grillo a quel giornalista de “l espresso”.ciauuu


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